Contessa Entellina

CENNI STORICI

Contessa nel Medioevo è un villaggio rurale, abitato da pastori e da contadini, simile ad altri esistenti nel Medioevo nelle sue vicinanze.
Il casale di Contessa, citato già nei diplomi del re Guglielmo II del 1178 e del 1185,
abbandonato e diroccato per qualche tempo, nella seconda metà del secolo XV viene ricostruito e ripopolato da soldati albanesi, provenienti dal castello di Bisiri (Mazara del Vallo), dove avevano prestato servizio  per il re di Napoli. Inizialmente si stabiliscono nelle vicinanze del Castello di Calatamauro, contrada Scirotta, erigendo le loro tende e costruendo dei ricoveri provvisori di pietre e canne (katòi), quindi si trasferiscono nella contrada Muzgat (località attigua all’attuale centro abitato di Contessa), e infine, quando perdono ogni speranza di ritornare in patria, dopo la morte di Scanderbeg (anno 1468), che per 25 anni aveva frenato l’espansione dei Turchi nei Balcani, cominciano a costruire abitazioni stabili attorno alla chiesa dell’Annunziata.
Contessa si sviluppa significativamente solamente dopo il 1500, quando giungono a Contessa altri Albanesi e, numericamente consistenti, possono sottoscrivere i Capitoli nel 1520, ottenendo da Don Alfonso Cardona in enfiteusi i feudi di Contesse e Serradamo. Un gruppo di profughi albanesi, omogeneo per lingua, etnia e religione, nel 1521 raggiunge il casale di Contessa, avendo Don Alfonso Cardona pagato il nolo delle navi per il loro viaggio dall’isola greca di Andros a Messina.
Nel 1720 viene concesso in enfiteusi agli abitanti di Contessa anche il feudo Bagnatelle, oggi Valle dei Mulini.
I campi di grano, i vigneti, i frutteti ed i secolari uliveti, che ancor oggi si possono ammirare nei feudi di Serradamo, Contesse e Bagnatelle, sono la visibile testimonianza dell’impegno di lavoro, che per secoli gli Albanesi di Contessa dedicano al territorio ripopolato dal XV secolo.
Il centro abitato di Contessa si presenta oggi come uno strano triangolo di case basse, allineate lungo le strade strette e tortuose, ai piedi di tre collinette, chiamate Brinjat.
Al vecchio centro abitato (Hora e vjetër), si è affiancata la nuova Contessa, costruita dopo il terremoto del 1968.
Fanno parte di Contessa anche cinque borghi agricoli costruiti di recente nei vari feudi: Piano Cavaliere, Cozzo Finocchio, Roccella, Castagnola, Pizzillo.
Molte case del vecchio centro abitato sono disabitate o sono state diroccate a seguito del terremoto del 1968, tuttavia le vecchie abitazioni ancora in uso testimoniano la vita urbana e rurale della comunità locale. Fino all’inizio del secolo XX pochi benestanti, proprietari fondiari e professionisti, abitavano case comode (stanze, terrazzi, cortili, balconi, stalle, magazzini, cucina) mentre la maggior parte dei contessioti (contadini, braccianti, artigiani e pastori) abitavano in piccole case, ad un solo piano (una o due vani e stalla). Dopo il 1950 inizia il miglioramento generale delle abitazioni di Contessa, in particolare dopo il terremoto, quando vengono ricostruite le case col contributo dello Stato.

Contessa, per la peculiare identità culturale dei suoi abitanti, è un'oasi etnica, linguistica e religiosa nella Valle del Belice, al centro della Sicilia occidentale: comunità italo-greco-albanese da oltre cinque secoli, conserva ancora  lingua, costumi e tradizioni degli antenati albanesi e professa la religione cattolica secondo la tradizione orientale  (rito bizantino-greco).
Il patrimonio culturale di Contessa Entellina, vasto e peculiare, può essere raggruppato in due grossi filoni: uno fa riferimento alle testimonianze storiche, monumentali, archeologiche e ambientali (comuni a tante altre località) e l'altro  invece é costituito da espressioni esclusive delle Comunità italo-greco-albanesi.

A Sud-Est, inseriti nella straordinaria bellezza e solennità del paesaggio, il Monastero e la chiesa di Santa Maria del Bosco, monumento di particolare interesse artistico e architettonico. Sorto come piccolo eremo nel secolo XIII, si è notevolmente sviluppato nei secoli successivi diventando un importante luogo di culto e di cultura, uno dei più grandi monasteri della Sicilia.
A Sud il monte Genuardo, che si erge maestoso su un vastissimo territorio: dalla sua cima si può ammirare un panorama immenso (25 comuni) quando il cielo è sereno. L’antico bosco di Calatamauro, ricco di querce ed elci, e recentemente anche di pini, in un incantevole scenario verde tra monti,  valli, pianure e burroni, da Sud domina i vasti feudi del Nord, coltivati a grano, vigneti ed uliveti. Da qualche anno Riserva Naturale Orientata ed Area Attrezzata è ricca di specie rare di flora (caprifoglio,  giglione,  biancospino, orchidea italica, felce aquilina, cisto, ecc.) e di fauna (cinghiale, riccio, istrice, volpe, testuggine lacustre, ecc.), in particolare di farfalle (macaone, meanargia galathea, hipparchia  semele)  e di uccelli (poiana, falco, gufo, barbagianni, gruccione, ecc.).  
A Sud-Ovest il castello di Calatamauro, fortezza inespugnabile sulla collina triangolare omonima, domina tutta la zona circostante; i recenti lavori di recupero hanno reso visibili i resti della doppia cinta di mura con le torri, tre cisterne, piazzali, ecc.; alle sue falde un mulino ad acqua, recentemente restaurato ed un antichissimo abbeveratoio nei pressi dell’antico casale Scirotta.
A Nord-Ovest il castello di Vaccarizzo, fiorente azienda agricola, nota per il patrimonio zootecnico e la produzione di olio, frumento, vino, formaggio.
Poco distante da Vaccarizzo la possente, inaccessibile e storica Rocca Entella, su cui sorgeva l'antica città di Entella, distrutta da Federico II,  fiorente sotto i Greci, i Cartaginesi, i Romani, i Saraceni. Dopo i recenti scavi si possono visitare i siti archeologici portati alla luce ed ammirare i reperti dell’antica città esposti nell’Antiquarium “Giuseppe Nenci”, il museo archeologico aperto a Contessa Entellina nel 1995.
Non mancano nel territorio di Contessa le bellezze paesaggistiche: Rocca Entella,  Bosco di Calatamauro, “Grotta Entella” (Riserva Naturale Integrale).

Tratto da un testo dell'Avv. C. Raviotta

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