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A Contessa Entellina la festa in onore di San Giuseppe è una delle più importanti. Secondo la tradizione, chi chiedeva una grazia al Santo, per ringraziarlo della grazia ricevuta, per uno o più anni faceva voto di preparare un altare o delle grandi tavolate con cibo da offrire principalmente ai poveri. L'Altare, guarnito con coperte e tovaglie finemente ricamate e con gli angoli ricoperti di rami di alloro, riporta al centro un quadro della Sacra Famiglia. Sopra la mensa, adorna di cibi prelibati, vengono disposti i pani di varie forme e dimensioni, pasta, mollica di pane tostato con cui condire la pasta o le verdure tipiche del periodo, asparagi, finocchi, cardi, carciofi. In tempi più recenti sono stati introdotti anche dolci tipici e frutta prelibata.
Per nove giorni di seguito attorno all'altare, in fase di preparazione, viene recitato il Rosario di San Giuseppe, la cui invocazione del solista recita “San Giuseppuzzu unn abbannunati nda li bisogni e nicissitati”, ed il coro continua con “e sempre lodatu sia lu nomu di Gesù, Giuseppi e Maria”.
La vigilia di S. Giuseppe, dopo il vespro, il parroco, accompagnato dai cantori, visita tutti gli altari di S. Giuseppe del paese e, dopo la benedizione, tutti insieme cantano “Lu viaggiu dulurusu Di Maria cu lu so spusu” in dialetto siciliano, accompagnati dalle note della banda musicale locale.
Il giorno di San Giuseppe i commensali, chiamati “Santi”, siedono al desco per consumare le pietanze secondo una precisa ritualità e, dopo, tutti i presenti vengono invitati al pranzo. La festività si conclude con la processione che vede girare la statua di San Giuseppe per le strade del paese, i cui portantini accompagnati dalla banda e dai cantori intonano i versi del canto tipico siciliano.